sabato 4 maggio 2013

11-20 Ottobre: Drop-Out

Dall 11 al 20 Ottobre @ Centro Sociale Rivolta 
Via Fratelli Bandiera 45 – Marghera (Ve)

Drop-Out
Variazioni sul tema di partecipazione politica
a cura di Penzo+Fiore, con la collaborazione di Barbara Fragogna

Opening Venerdì 11 Ottobre – h. 22.00
in concerto:
I VeneziA

Orari mostra dal 11 al 20 Ottobre:
Mar-Ven 15.30/19.00
Sab-Dom 9.30/13.00 – 15.30/19.00

Artisti in mostra:
Adalberto Abbate, Petrov Ahner e Nicolas Clauss

Ingresso gratuito

Il termine drop-out si riferisce a chi esce dai modelli comportamentali della società cui appartiene. È l'atteggiamento degli individui che scelgono di interrompere un'occupazione approvata socialmente per qualcosa di inedito e di inaspettato. Alla sua base si può leggere un desiderio di autenticità o di trasformazione, agito con l'interruzione di qualsiasi azione approvata e condivisa a livello di condotte medie.
La politica è, aristotelicamente parlando, una pulsione naturale che contraddistingue l'uomo per la sua innata vocazione a partecipare alle scelte che caratterizzano la società in cui è immerso. La polis è il fulcro di questo azione, fatta di persone che cercano una modalità proficua per stare insieme. Al suo interno l'agorà, il cuore pulsante di un assembramento umano consapevole della necessità di creare un vuoto dichiarato, per contenere un pensiero in azione e in relazione. L'etica è parte della politica perché la politica è lo spazio pubblico in cui si manifesta l'azione umana.
A Mestre, la città del crescere della politica, quella in cui un festival ad essa dedicato aumenta le sue dimensioni di anno in anno, la questione dell'amministrazione e gestione della cosa pubblica non è solo faccenda da “governanti”, ma anche e di più di quella base in grado di lanciare segni costanti a chi deve far fruttare la rappresentanza. L'atteggiamento di drop-out, allora, caratterizza la capacità di uscire dal flusso inalterabile dello scorrere delle cose, per trovare la spinta autentica verso una trasformazione radicale del modello costituito.
Il Rivolta di Marghera è una pagina della storia politica della città, da qui l'idea di portare tre artisti che declinano un loro personalissimo sguardo su questo tema.
Adalbero Abbate, che negli anni ha segnato il suo percorso attraverso intuizioni sconcertanti e geniali come le mazze da baseball perfettamente tornite, intitolate “For politicians only”, esporrà un'altra opera che appartiene alla serie chiamata significativamente “Rivolta”. Nelle sue foto “Venice says”, l'artista si appropria dell'urlo muto delle città in cui si trova a passare, cercando le tracce di quel drop-out di massa che si manifesta nelle scritte sui muri, per mettere in evidenza il dissenso. Il suo gesto di appropriazione diventa nobilitazione e megafono di una comunicazione intima e pubblica allo stesso tempo, capace di forare la superficie di stampa per inserirsi in una comunità virtuale di una città sconosciuta.
Petrov Ahner, il fotografo di origine Slovacca che, dopo anni a Parigi, approda a Berlino e scopre il Tacheles, la storica kunsthaus nel centro di Mitte, un'icona della resistenza artistica diventato vero e proprio monumento cittadino, dopo l'occupazione del 1990. Con il reportage “Kunsthaus Tacheles-Retrospective”, il fotografo ha registrato quotidianamente l'azione culturale e politica del centro d'arte nei suoi ultimi due anni di vita, condividendone lotte, vittorie e sconfitte con lo sguardo al contempo coinvolto e distaccato necessario per un reportage di questa natura. La selezione delle migliaia di scatti è stata curata da Ahner insieme a Barbara Fragogna, curatrice della kunsthaus dal 2008 fino allo sgombero, nel 2012.
Chiude il cerchio il primo tassello del nuovo lavoro dell'artista francese Nicolas Clauss, opera che vede la sua prima esposizione italiana proprio per Contro Zona. Il video “Fès, videografia aleatoria#1”, rappresenta una scena della vita quotidiana della piazza di Fès, in piano fisso. La decostruzione della linearità del film permette, in un caleidoscopio di vibrazioni, di rendere evidenti allo spettatore dettagli minimi, che verrebbero altrimenti totalmente persi. Fès è la prima città ad entrare nel novero delle piazze che daranno vita, nel 2015, ad “Agoras”, una video installazione di grandi dimensioni che porterà all'attenzione dello spettatore proprio il nucleo della piazza, fucina dell'idea stessa di politica, in contesti geograficamente, culturalmente e economicamente diversissimi tra loro. Una focale puntata sui dettagli minimi, silenti, intelligenti, capaci di dare spunti infinitamente piccoli e di rivoluzionaria importanza.
I VeneziA
Un esordio intriso di boogie, punk, atmosfere voodoo, percussioni pesanti e visioni sulfuree. La formula è semplice: un synth, una batteria insolita, una voce roca e un'armonica, per un disco che ci riporta alla New York dei Suicide e alla New Orleans di Dr. John. Tutto questo però avviene nella Sicilia più profonda, quella terra fra due mari che sta fra Sciacca e Palermo.
Dopo aver "ipnotizzato il pubblico dello Psychostage di Lecce con un potere quasi sciamanico" nel luglio 2011 (usando le parole dell'Italia Wave Love Festival), la band si è ritirata in un buio scantinato della provincia palermitana per registrare il proprio album d'esordio. Quel lavoro adesso vede la luce per il catalogo della 800A Records, l'etichetta nota per aver lanciato un'altra band sulfurea e siciliana, Il Pan del Diavolo.
I VeneziA immortalano così la loro formula alchemica in questo primo lavoro discografico dall'enigmatico titolo “La Culla", contenente 10 tracce che non lasciano spazio a nessun tipo di compromesso. Il disco è stato prodotto e registrato da Fabio Rizzo (già produttore per Il Pan del Diavolo, Waines e altri) e mixato con Daniele Grasso al The Cave Studio di Catania. Unico ospite esterno, l'istrionico e visionario sassofonista palermitano Gianni Gebbia.
“La Culla” è un catalogo di tragedie di alienazione urbana (“Troppo tardi”), misteri e processioni voodoo della provincia più recondita (“La Culla”), pesanti e percussivi riti baccanali (“La Culla”, "Oramai”, "Cicli"), ballate fuori dal tempo (“Dolce è la sera”) ed epiche cavalcate tra punk e boogie (“Il Pozzo”, "Whiskey Harp").
Il sound del disco prende vita dalla somma inedita di acide e stridenti sferragliate di synth, percussioni pesanti e ferraglie assortite, riff incendiari di armonica alternati alle poetiche declamazioni di Andrea Venezia, un oscuro crooner sopravvissuto testimone diretto dell'alba e del clamoroso declino di quella Blank Generation che fece la storia del Punk alla fine degli anni '70 e che oggi più che mai è viva nella scena indipendente.
La band nasce nel 2010 dall'incontro di quest'ultimo con Donato Di Trapani (alla diabolica sezione elettronica, ai timpani e ai sonagli) e Roberto Conigliaro (alla batteria suonata in piedi e dalla struttura anticonvenzionale): un incontro per nulla casuale, ma voluto e realizzato da Carlo Prestia di Kill Surf City Management (direttore creativo del progetto e quarto elemento invisibile della band), che presto raccoglie i suoi frutti proprio con la vittoria nelle selezioni regionali siciliane per Italia Wave Love Festival 2011.
Recensioni e interviste del gruppo vengono pubblicate, fra gli altri, da Rollingstone Magazine, Rockit, il Venerdì di Repubblica, Internazionale.